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Quale sarà la prossima scuola? Restate sintonizzati per scoprirlo!
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Il calendario del progetto è sempre aperto, le scuole interessate possono contattarci all'indirizzo torrevesuviopronatur@libero.it oppure parlare con il Presidente dell'Associazione Torre Vesuvio Pro Natura al 338 17 36 878.
Inoltre, l'Associazione è aperta a tutti presso la sede operativa sita nei locali della stazione Circumvesuviana di Sant'Antonio.
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(ecco il link per leggere l'articolo on line: http://www.julienews.it/notizia/cultura-e-tempo-libero/torre-del-greco--villaggio-meno-rifiuti/60050_cultura-e-tempo-libero_7_1.html)
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Approfittiamo per ricordarvi che potete essere sempre aggiornati sugli eventi futuri organizzati nel progetto Natura Viva iscrivendovi alla mailing list (basta inserire il vostro indirizzo di posta elettronica nello spazio appositamente dedicato - vedi a destra nel blog) oppure mediante iscrizione al gruppo di facebook "Progetto Natura Viva - Pro Natura Torre del Greco". Vi arriveranno news ed inviti sulle inziative in corso.
Un sentiero delineato principalmente da vitigni, fichi, albicocche e mandorli ha introdotto i partecipanti al cuore dell’evento. In una radura, dalla quale è stato possibile accedere alle tipiche pinete del Vesuvio, è stato, infatti, allestito un delizioso banchetto dove regnavano insieme i diversi odori tipici delle coltivazioni del luogo: pigne e pinoli, frutta secca di Terzigno, albicocche dal tipico puntino rosso (cosiddette crisommole), pomodorini del Piennolo (cosiddetti “spongilli”), erbe aromatiche selvatiche e alcune delizie culinarie preparate con tali ingredienti, dalle marmellate alle pignolate. Un mix di profumi ed odori che ha reso gli umori frizzantini e che ha addolcito l’escursione fatta di lì a poco.
Attraversando la pineta, tra piante di finocchietto selvatico, tracce di lepre, panorama da cartolina con vista sul golfo e sul Colle Sant’Alfonso, tra la riscoperta delle ginestre e degli alberi di “sorbe pelose”, con il sottofondo musicale degli aghi di pino calpestati e del cinguettio di diverse specie di uccelli nostrani, si è giunti sulla colata lavica che, nel pieno della seconda guerra mondiale, era proseguita fino ad arrestarsi nei pressi di una casa dell’epoca. Si tramanda che tale colata si solidificò immediatamente prima dell’abitazione, com’è ancora possibile vedere, fermata da immagini votive e dalle preghiere degli abitanti.